Verso il Sinodo 2018, il pellegrinaggio dei giovani “dentro se stessi”.

Dal 3 al 28 ottobre si svolgerà la XV Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi che ha come tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Una delle immagini più utilizzate in vista del Sinodo e che per alcune diocesi diventa esperienza concreta di cammino è proprio il pellegrinaggio. Papa Francesco ha spiegato la strada del discernimento di cui tutti abbiamo bisogno, credenti e non: lasciare venire su le domande, senza anestetizzarle.“Lasciare venire su le domande, senza anestetizzarle”. È la strada del discernimento, di cui “tutti abbiamo bisogno”. “Discernere è accompagnare, ascoltare, cercare che la persona tiri fuori tutto e lui stesso cerchi di trovare la strada”. “Quando un giovane non trova questa strada del discernimento – non solo vocazionale – si chiude male, e chiudersi male nella vita è portare dentro un tumore, una cosa chiusa nell’anima che prima o poi ti fa un peso e ti toglie libertà”, le parole di Francesco, secondo il quale “è importante aprire tutto, non truccare, non mimetizzare i sentimenti, i pensieri”. La “volontà profonda”, ha spiegato il Papa, “è l’inizio del processo di discernimento che deve andare avanti durante tutta la vita: lasciare venire fuori i sentimenti, non anestetizzarli, non diminuirli, cercare qualcuno che ti dia fiducia per parlarne”. (AgenSir, 19 marzo 2018).

Proprio per arrivare preparati che il Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile ha curato l’esperienza della “Fiera dei Cammini”, occasione preziosa per parlare di Pellegrinaggio come proposta pastorale, cammino di discernimento ed esperienza di spiritualità per i giovani. Mons. Paolo Giulietti, Vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, in questa occasione ha provato a definire il pellegrinaggio, a partire dal tentativo di cambiare qualcosa a partire da se stessi. Non tutti i cammini sono uguali e il tipo di cammino che si decide di percorrere è fondamentale per capire cosa si sarà in grado di ottenere. “Ci accingiamo a preparare un cammino piuttosto breve con i nostri ragazzi ed è su questo che vanno pensate le modalità di azione”. Sono molte le possibilità: le vie antiche di pellegrinaggio (come la francigena), le vie nuove della fede (per esempio quelle nate attorno alla figura di un santo che spesso non hanno tradizione) e poi le esperienze fai da te (ovvero le esperienze che si costruiscono rispetto a interessi specifici e con tappe più personalizzate). Poi ci sono i cammini da evitare, quelli che non hanno né capo né coda, quelli troppo corti. Bisogna allora documentarsi e farsi aiutare da persone che ne sanno più di noi. Ma come accade il cambiamento? Mons. Giulietti cita sette ingredienti: il distacco (entrare in uno spazio diverso da quello del quotidiano), la fatica(una prova che fa parte dell’esperienza e tira fuori il peggio ma anche il meglio di ognuno), la solitudine (è indispensabile restare soli con se stessi), gli altri (nel cammino ci si accorge di avere bisogno degli altri che diventano presenza amica), la meraviglia (finalmente c’è il tempo per guardare con stupore), la tradizione (si cammina nel solco di una tradizione che diventa partecipi), la preghiera (ogni cammino veicola un messaggio religioso e il riferimento al mistero, bisogna aiutare i giovani a riconoscere la presenza di Dio nella vita).

Il Cammino dei giovani non è privo di incertezze e l’invito di Francesco a non spaventarsi è forse l’elemento che più riporta questo sinodo verso l’esperienza dell’uscire da ogni certezza dogmatica o definizione superata di come vivono i nostri giovani e il reale coinvolgimento e discernimento offerto in un tempo difficile per le nostre comunità. Come ogni cammino, anche questo è fatto di tappe su cui soffermarsi per poi ripartire e arrivare alla meta finale. L’11 e il 12 agosto a Roma si terrà l’incontro dei giovani italiani con Papa Francesco in vista del Sinodo. Un appuntamento che come in un percorso a tappa, sarà denso di significato per quei “pellegrini” della gioventù alla ricerca di una nuova presenza nella Chiesa.

Se sei interessato, rivolgiti al Servizio di Pastorale Giovanile della tua diocesi.